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24
Sep
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Wintergirls diventa popolare su aNobii |
| Scritto da Leonardo Taiuti |
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Il romanzo di Laurie Halse Anderson sta prendendo piede sulla rete e, particolarmente, si stanno moltiplicando le recensioni sul popolare social network dedicato alla lettura, aNobii. Oltre che su questo sito, molti blog sulla rete, come già segnalato, hanno scelto di recensire Wintergirls...
Tu non sei morta ma non sei nemmeno viva. Sei una ragazza d'inverno...
Lia è una ragazza piena di problemi. E' già stata ricoverata due volte in una clinica per ragazze affette da disturbi alimentari e, ora che è di nuovo a casa, fa di tutto per nascondere il fatto che stia nuovamente perdendo peso. E come se non bastasse ora Cassie, la sua ex migliore amica, è morta.
“… corpo ritrovato nella stanza di un motel, la ragazza era sola…”
Lia e Cassie non si parlavano più da tempo, ma non si può cancellare una vita passata insieme, specie quando il distacco è stato imposto dai genitori: la madre di Cassie riteneva infatti che Lia avesse una brutta influenza sulla sua figlia perfetta, specie dopo l’incidente che le due avevano avuto in macchina a seguito del quale Lia era stata ricoverata per la prima volta, dopo la scioccante scoperta della sua situazione da parte dei suoi genitori che, come al solito, si erano messi a litigare.
“Impressero il marchio a fuoco della loro guerra su una ragazza pelle e ossa.”
Lia fa un’inquietante scoperta: la notte in cui è morta, Cassie l’ha chiamata 33 volte. Trentatre. E lei non ha mai risposto. Forse avrebbe potuto salvarla, come già aveva fatto tante volte. Ma lei non ha risposto, e questo pensiero comincia a logorarla, portandola a vedere il fantasma di Cassie, che come un’ombra la perseguita. E il cibo non le è mai sembrato così indigesto e così continua a mentire, pesandosi di fronte alla famiglia dopo aver bevuto litri d’acqua e con dei pesi cuciti nella vestaglia, contando le calorie di ogni minimo pasto, sfondandosi con lo step in cantina durante la notte. Solo il pensiero della sua sorellina in parte sembra farla rinsavire,ma non abbastanza. E la piccola Emma per giustificare l’aspetto emaciato di sua sorella ed i suoi ricoveri racconta che ha avuto un cancro.
“Vorrei avere un cancro.
Brucerò all’inferno per averlo anche solo pensato, ma è così.”
In realtà le persone che la circondano cominciano a capire che c’è qualcosa che non va, ma fanno finta di non vedere: il padre dice che non è niente, la matrigna cerca di farla mangiare ma anche lei viene aggirata dai trucchetti e dalle bugie di Lia. Ormai è esperta, in clinica ha imparato alla perfezione cosa dire e cosa fare per fare contenti gli adulti e fare in modo che non le stiano col fiato sul collo.
“Sapevo cosa voleva sentirsi dire. Non riusciva a sopportare l’idea che fossi malata. Nessuno ci riusciva. Volevano solo sentirti dire che stavi guarendo, che eri in cura, che un giorno sarebbe finita. Se eri intrappolata nella malattia, avresti dovuto smettere di fargli perdere tempo e crepare.”
Ogni tanto si avverte qualche barlume di lucidità, se così vogliamo dire, nei suoi ragionamenti, ma basta poco per farla vacillare.
“Che i miei occhi non funzionassero più, me ne ero accorta già da tempo. Ma quel giorno iniziai a preoccuparmi del fatto che nemmeno chi doveva curarmi riuscisse più a vedermi.”
Un messaggio giunge inaspettato in segreteria. Un ragazzo di nome Elijah dice di dover parlare con Lia, che ha da dirle qualcosa da parte di Cassie. Ma lei ha troppa paura e incontra il ragazzo sotto falso nome. Elijah è gentile, disponibile…che possa diventare l’ancora di salvezza di Lia? Che possa riuscire a farle smettere di contare le calorie, prendere lassativi e visitare i blog proana? Che possa…salvarle la vita?
Leggere questo libro è difficile, così come anche recensirlo. Non è facile parlare di problemi con i quali non si è avuto a che fare, si rischia sempre di scadere nel banale, nello scontato e di ricorrere a luoghi comuni. Laurie Halse Anderson riesce invece a scrivere un libro che è pura poesia. Durante la narrazione non si può fare a meno di immedesimarsi in Lia, percependo comunque che quello che fa è sbagliato: ci si innervosisce nel vederla contare tutte le calorie, ci si intristisce nel vedere come gli altri non la capiscano, e viene voglia di urlare "Ma non vedete che sta male!!!". Veramente, il vedere come gli altri non riescano ad aiutarla ti strazia il cuore e basisce, sembra quasi impossibile. E il seguire Lia che lentamente si spegne è davvero struggente: si capisce sin da subito che è un cammino destinato ad un tragico epilogo, un cammino di autodistruzione: poi compare Elijah e si accende una scintilla di speranza nel nostro cuore. Ma in quello di Lia la scintilla si spegne in fretta ed il suo cammino si affretta verso la fine, come se non vedesse l'ora di raggiungere Cassie, senza però esserne consapevole, temendo addirittura il momento del confronto con l'amica. E' un libro triste, è impossibile negarlo. Ma penso che sia un libro importante, un libro da leggere, perchè tutti devono capire che certe patologie sono reali, che le persone che ne soffrono ragionano in un certo modo, che si "vedono" veramente grasse e hanno una percezione di sè fortemente alterata.
Si impiega davvero poco a leggere questo libro ma per metabolizzarlo ci vuole tempo. E' difficile staccarsi da Lia, nonostante talvolta possa farci innervosire: da molte delle sue azioni, dei suoi ragionamenti, si capisce che è una ragazza estremamente intelligente. Ma purtroppo è terribilmente malata e ha bisogno di aiuto: non solo dello sterile aiuto medico, ma di qualcosa di più. Dobbiamo sempre tenere a mente che a volte bastano piccoli gesti per indurre un sorriso ma anche per distruggere una persona (basti pensare a 13 di Jay Asher): forse anche certe patologie sarebbero meno diffuse se imparassimo a prenderci cura degli altri, a volere loro bene, a dare un abbraccio in più. Mi è capitato alcune volte di finire in dei blog pro-ana, e vi si leggono cose terribili, proprio come quelle che la scrittrice riporta nel suo libro: qualcuno potrebbe pensare siano esagerazioni ma purtroppo non è così, ci sono davvero ragazze che chiedono l'aiuto delle altre per poter ridurre le loro calorie da 800 a 500 al giorno o anche meno.
In conclusione, un libro che vi consiglio perchè dopo Speak Laurie ha nuovamente fatto centro.
La prima delle molte recensioni già presenti su aNobii. Clicca QUI per visitare la pagina aNobii di Wintergirls.
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Commento: la nostra è molto più bellaaaaaa....
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Commento: ...il rumore della connessione a internet...pii piripii pi, facevo in…
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Commento: Molto più carina la copertina italiana! :)
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