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Oct

Wintergirls su aNobii

Scritto da Leonardo Taiuti

librerianobiiSi moltiplicano le recensioni presenti sul popolare social network dedicati ai libri e alla lattura, aNobii. A distanza di una settimana dall'ultimo aggiornamento, sono 78 le persone che hanno Wintergirls nella loro libreria, mentre sono arrivate a 34 le recensioni. Di seguito, ve ne proponiamo alcune altre...


Wintergirls ti inietta gelo nelle vene, non puoi far meno di ripensarci tutta la giornata.
State cercando il solito romanzetto che una volta finito si dimentica facilmente e che non dà ripercussioni? Bhè, allora Wintergirls non fa per voi.La prima cosa che colpisce a vista d'occhio, è la copertina. Meravigliosa,avrei comperato il libro senza neanche sapere la trama. Poi nelle prime pagine, la scrittura, semplice e lineare in prima persona. Ma una volta entrati nella storia, si dimentica tutto, si viene trascinati in questo vortice così intenso dei sentimenti della protagonista che nella lettura a volte ho dovuto far delle pause, per calmarmi e riflettere. Si è così tanto trasportati che mi ritrovavo mentalmente ad incitare Lia a mangiare, ad "arrabbiarmi" perché così si faceva solo male .Fa intravedere al mondo un nuovo modo di vedere l'anoressia, non più come uno stupido capriccio di ragazze che vogliono solo apparire più magre, ma come un vero e proprio disagio interiore a volte generato da cause di tutt'altra natura.Lo giuro, ho capito veramente perché Lia si rifiutava di mangiare, e non cercava neanche di guarire. Io, che sono una golosa nata...Consiglio caldamente la lettura di questo libro, sia ai ragazzi che agli adulti. Una trama che trasporta, una protagonista fuori dal comune, e una buona dose di sani principi. Ha un posto d'onore nella mia piccola libreria ;)
Giada


Che dire di questo libro? Bè, sicuramente è un libro impegnativo e non parlo del tipo di scrittura - che al contrario è scorrevole e coinvolgente - ma proprio dell'argomento trattato.
Ragazze d'inverno...ecco cosa sono Lia e Cassie. Due amiche. Migliori amiche ma anche migliori nemiche. No, non sto delirando ma questo è il loro rapporto: dettato da contraddizioni, ossessioni, competizione, amicizia e delirio. Tutto il libro è incentrato sul punto di vista di Lia, le pagine sono un susseguirsi di ciò che lei realmente pensa e ciò che invece dice e mostra agli altri. Viviamo insieme a lei il suo 'male di vivere', il suo rapporto - o meglio, non rapporto - con il cibo, i sensi di colpa per la morte di Cassie, il lento sgretolarsi del suo corpo...leggere questo libro significa essere Lia.
I capitoli sono scanditi dall'ago della bilancia così come la vita della stessa protagonista,tutto ruota intorno a questo il cibo: la quantità, le calorie che contiene, la fame e i sensi di colpa per aver ingerito troppo.
E nel momento di maggior declino della fanciulla ci si aspetterebbe l'arrivo di un cavalier servente pronto a salvarla ma in questo caso non è proprio così: Lia non viene 'salvata' da un amore ma da sè stessa.
Insomma un libro davvero bello, commovente, struggente, una realtà che non tutti vogliono accettare. Quante volte sentiamo genitori che dicono "Non succederà mai a mia figlia" bè, purtroppo non è così. Ognuno di noi ha dentro di sè un pò d'inverno pronto a prendere il sopravvento quando siamo più vulnerabili...è sicuramente un libro da leggere perchè ha molto da donare e da insegnare.
Hyshara

Con tutte le banalità, le crudeltà, i luoghi comuni che ci sono riguardo all'anoressia, credevo fosse complicato poterne parlare senza cadere nel melodrammatico, nello scontato e nel banale. Mi sono dovuta fortemente ricredere. "Wintergirls" è un libro straordinario, tessuto con maestria, in una maniera mai noiosa e mai banale, con metafore e immagini bellissime; ho adorato il modo di descrivere il baratro della protagonista, il dolore che la dilania, renderlo vivo e pulsante.
Andare avanti a volte è stato difficile, perché è un libro veramente "potente", nonostante sia narrato in modo delicatissimo, estremamente sensibile; è stato difficile perché anche io, che non ho mai vissuto questi problemi, sono riuscita ad immedesimarmi in Lia (e credo che questa sia una grande prova d'autore, riuscire a bloccare per l'angoscia e le lacrime qualcuno che in quella bufera non ci è passato, ma riesce a star male comunque), nelle sue paure, nelle sue angosce, nel suo dolore, così come è facile provare pena per i genitori che non sanno assolutamente come approcciarsi ad un problema molto più grande di loro, che sbagliano e che tentano goffamente di rimediare, che cercano in tutti i modi di capire la figlia e sbagliano, sbagliano in continuazione facendole ancora più male e soffrono nello stesso modo, genitori che non vorrebbero altro che aiutarla ad uscire dalla sua battaglia dolorosa e straziante, che vorrebbero che questa lotta non esistesse proprio per la loro preziosa bambina. E, alla fine, l'autrice ci da la piccola speranza che Lia (a cui mi sono davvero affezionata) sia riuscita a riprendersi la sua vita.
Questo è, ribadisco, un libro prezioso, che sa come entrarti dentro e come rimanerci per un tempo lunghissimo.
Mikael

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