"...Come nessun consulente o psicologo, per quanto preparato, riuscirà mai a fare. I quattro ragazzi scelgono di chiamarsi Suicide Dogs: sono membri di un branco, e come tutti i membri di un branco si proteggono a vicenda e fanno di tutto per aiutarsi.
Si tratta di un romanzo on the road, senza capitoli: la narrazione procede dalla East Coast alla California come un racconto unico, interrotto però dai flashback sulle chat che hanno portato i ragazzi ad organizzare l’incontro ed il viaggio, e dagli elenchi stilati dai quattro protagonisti dell’avventura. I dieci luoghi di morte più famosi, Le dieci canzoni del suicidio preferite da Audrey o Le dieci leggende sul suicidio preferite da Jin-Ae sono alcuni esempi; ma anche elenchi non connessi al suicidio, come quello stilato dopo che i quattro amici visitano New York: La dieci cose da ricordare a New York. "
L'autrice di questa recensione, Gabriella, ha pubblicato anche uno scritto di Albert Borris trovato sul
sito dello scrittore.
"...Sul sito di Albert Borris, esperto consulente di teenagers che si è spesso imbattuto nel problema si può leggere:
Il suicidio è uno dei tipi di perdita più estremo che gli esseri umani affrontano.
I personaggi de Il Club dei Suicidi - Crash into me si riuniscono in un gruppo che chiamano Suicide Dogs. Ciò che sappiamo dei Dogs è che si prendono cura l’uno dell’altro. Dormono spalla contro spalla, per assicurarsi che non arrivi alcun pericolo imprevisto. Sono i cani che hanno ispirato letteralmente la frase <<Ti guardo le spalle>>. Vivono in branco, cacciano in branco, e danno del loro meglio quando si occupano degli altri. C’è qualcosa da imparare dai cani quando si tratta di prevenzione: Prendersi cura l’uno dell’altro."
Su Diario di Pensieri Persi è presente l'immagine dello scritto in lingua originale.
E questi sono alcuni link dell'autore:
Albert Borris Website
Albert Borris GuestBook
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