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12
Mar
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The Giver - Il Donatore, commenti dai lettori |
| Scritto da Leonardo Taiuti |
The Giver - Il Donatore è un successo anche in Italia. Sono moltissimi i lettori e le lettrici che hanno apprezzato il romanzo di Lois Lowry, e si stanno diffondendo in rete tanti commenti. ANobii, Ibs, Facebook sono solo tre di vari circuiti dove The Giver - Il Donatore è oggetto di discussione. Di seguito vi riportiamo alcuni dei commenti dei lettori, presi dalla rete...
Commenti da aNobii
Devo ammettere che se non mi fosse stato caldamente consigliato, probabilmente non lo avrei comprato. E avrei fatto male. Benchè sia un libro kidult è veramente bello. Si legge d'un fiato, il ritmo è coinvolgente e sicuramente la storia lascia numerosi spunti di riflessione. Ci ha dovuto pensare la Giunti, con la sua nuova collana Y, a portarlo in Italia. E' infatti un libro del 1993, che ha già venduto 6 milioni di copie, ha vinto numerosi premi e addirittura The Giver – Il Donatore è ancora vietato in molte scuole americane perché accusato di trattare in modo esplicito temi come la sessualità, l’eutanasia e l’infanticidio. La storia parla di Jonas, quasi dodicenne, che vive in una comunità perfetta.non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre, al compimento del dodicesimo anno. Come nelle migliori avventure, il nostro eroe è una sorta di PRESCELTO: egli infatti è il nuovo Accoglitore (di memorie): il Donatore gli trasmetterà le memorie del passato dell'umanità e di tutte le cose che sono state cancellate/inibite dalla Comunità. E Jonas capisce che non si può più vivere in questo universo inibito e perfetto, e anela a fuggire Altrove per vivere una vita autentica. Il finale è aperto, ma non inficia la validità di questo libro, che, a quanto leggo, è il primo di una trilogia che avrà anche altri protagonisti. Alcuni paragonano The Giver - Il Donatore a un incrocio tra Il Mondo Nuovo, di Huxley, e 1984 di Orwell. Quel che è certo è che è considerato uno dei baluardi della letteratura distopica, cioè dove viene rappresentata una realtà tutt'altro che desiderabile (il contrario di "utopia"), spesso ambientate nel futuro. Rumors dicono che sia in pre-produzione un film, che vede Dustin Hoffman nella parte del Donatore.
Vampiraccia scritto il Mar 10, 2010
Un libro toccante, commuovente, sorprendente. Da leggere assolutamente.
Mystic scritto il Mar 10, 2010
Lo consiglio a tutti. Molto bello.
RITZ scritto il Mar 10, 2010
Meraviglioso. Non saprei da dove iniziare per descriverlo. Probabilmente iniziando dalla trama, senza spoiler. Jonas è un bambino che sta per compiere dodici anni, e vive in un mondo perfetto, privo di sofferenze, guerre, dolore, organizzato nei suoi più meticolosi particolari. Ogni cosa che crea disturbo non esiste, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni, le violenze. Resta particolarmente impressa la formula di scuse che tutti fanno dopo aver compiuto un atto punibile (l'indiscrezione è punibile. La vanità è punibile. Anche accumulare le merende della ricreazione è punibile). Si recita: "Mi scuso per aver portato a casa una mela", "Mi scuso per aver sbagliato parola". E si risponde: "Accetto le tue scuse, Jonas". Jonas vive in un'unità familiare, composta da un Papà e da una Mamma a cui sono affidati un figlio maschio ed una figlia femmina, non biologici. I figli vengono partoriti per lavoro da donne per la misera durata di tre anni. E' un mondo regolato da norme minuziose, ma non è un regime dittatoriale come quello del conosciuto Grande Fratello, è un governo comunemente accettato, perfetto, funzionante. Persino il lavoro non è scelto, in questo non-luogo, questa utopia, ma è una mansione affidata al compimento dei dodici anni ad ogni cittadino, e quel momento è giunto anche per Jonas. Inaspettatamente, gli viene concesso il compito più onorevole, quello di Accoglitore di memorie. Nel corso del libro, scritto con uno stile fluido, semplice, privo di eccessivi virtuosismi, tutto ciò cambierà. Muterà con facilità e attraverso gli occhi di un bambino, lasciando al lettore il compito di estrapolare le conclusioni più terribile. Come questo mondo perfetto, tutto appare asettico fino alle prime, terribili esplosioni di sentimento. Si nota il cambiamento sia nelle emozioni che nell'inizio sono quasi assenti, sia nelle anime che si delineano sia nella narrativa semplice che si azzarda per la prima volta a condirsi di aggettivi, ragionamenti più complessi, dubbi. E, soprattutto, della possibilità di scegliere e della memoria. Una lettura meravigliosa, uno dei pochi classici moderni che bisogna leggere per non perdersi un'emozione. Arrivi in fondo e ne vuoi di più. Aspetto con tantissima aspettativa il secondo capitolo della trilogia, per colmare questo finale aperto lasciato in sospeso. Un finale aperto che lascia spaziare, ed amare, ed immaginare il futuro, a fianco a Jonas e agli altri personaggi che amerete senza riserve. "Le memorie sono fatte per essere condivise, non dimenticate". "La possibilità di scelta è la libertà, e la libertà è il vero fiore del paradiso". Kupò. Sky Eventide scritto il Mar 2, 2010 Un libro che mi ha fatto molto pensare. Il ritratto di una società che si ritiene perfetta, che ha cancellato il passato e tutto ciò che si reputava sbagliato o che potesse portare a sbagliare: le pulsioni sono soppresse, i sentimenti vengono analizzati ogni sera e a 12 anni ad ognuno viene assegnato un mestiere da un consiglio di anziani. Non si concepiscono figli. Quando una coppia(non formatasi per amore ma perchè è stata così decisa) richiede un figlio esso gli viene assegnato. Ogni coppia può avere massimo due figli, un maschio e una femmina. I bimbi non hanno un compleanno, vengono identificati come tutti di Dicembre, mese in cui vengono assegnati ad un nucleo familiare con un nome e un numero.Una società all'estremo, che non è assolutamente come vuol far credere. Un young adult che consiglio assolutamente anche agli adulti, aspetto con ansia il prossimo volume. Un libro del 1993 estremamente attuale. Vi consiglio spassionatamente di non leggere l'introduzione prima del libro, per quel che mi riguarda mi ha svelato qualche particolare che avrei preferito scoprire in seguito leggendo la storia:)
♣Yuko86♣ scritto il Mar 1, 2010
Un libro per ragazzi che tratta del complesso tema della Società Perfetta, Utopica, priva di dolore ma anche di libertà. Un 1984 per più giovani. Da leggere tutto d'un fiato.
Mercurio scritto il Mar 5, 2010
Commento da IBS
Spettacolare! Proprio il genere che piace a me, un'amante di Orwell! L'ho divorato in un giorno, mi sembrava proprio di vivere nella comunità di Jonas. Niente da dire, nessun difetto, neanche il finale che, sebbene resti aperto, mi ha soddisfatta comunque... Voto: 5 / 5
Francesca (03-03-2010)
Commento da Facebook
Una volta preso il libro, è stato inevitabile cominciare a sfogliarlo! "The giver", che copertina strana...mani, farfalle... Letta la prefazione sfido chiunque a non proseguire! 5 minuti prima ero appena tornata da scuola e avrei dovuto studiare, 5 minuti dopo ero Altrove. Il mondo in cui tutto non era lasciato al caso, in cui le bambine venivano richiamate se avessero avuto i nastri delle treccine sciolti, in cui era un crimine usare la bicicletta prima dei 9 anni, in cui la gioia di essere mamma era sminuita al non molto dignitoso ruolo di "partoriente" come se 3 gravidanze fossero cosa di poco conto. Altrove era un posto sterile, incolore, una macchina perfetta. Ma prima che il donatore mostrasse la nostra vita a Jonas io non me ne ero nemmeno resa conto. Era tutto così perfetto, tutto finalizzato alla felicità...o perlomeno così appariva. Mi incuriosiva tanto, bambini "Sette", "Otto"...che razza di posto era quello? Si raccontavano i sogni ai genitori, le prime "pulsioni"...si, mi dovevo trovare per forza Altrove! Un viaggio affascinante, ma non in questo mondo probabilmente. Io credo che sia stato più che altro il mio mondo a piacermi per una buona volta, l'ho visto con occhi diversi, con gli occhi di chi non è libero...con gli occhi di Jonas. Ho trovato giusto che le persone sapessero della guerra, della tristezza ma anche di cosa voglia dire "ti amo" e di quanto sia bello non controllare le proprie "pulsioni". La neve doveva cadere ovunque, la musica non poteva non esistere. La rivelazione di un mondo imperfetto è stata l'unica via di fuga da un mondo tenuto prigioniero dalla felicità... Sempre alla ricerca del meglio noi, sempre a volere qualcosa di impeccabile! The giver ci dimostra come sia stupido essere perfetti. Non spinge a migliorare la propria condizione, spinge ad amare una vita intensa...nel bene o nel male. Ecco perchè mi è piaciuto e lo consiglio a tutti, è un libro che fa crescere e che ci permette e di sognare, e di apprezzare ciò che abbiamo.
Marianna Dicosta 04 marzo
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5 Commenti
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Mercoledì 20 Luglio 2011 14:58
inviato da
Patriziabrr
Credo anch'io che i riferimenti per coloro che hanno vissuto gli anni '60 e '70 siano tantissimi...oltre a quelli più recenti: vogliamo strizzare l'occhioo a "The Truman Show"? Rimane comunque una tematica interessante!
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Mercoledì 20 Luglio 2011 12:51
inviato da
gloria gaetano
Ricorda molto Orwell, o il risvolto meno fantascientifico di Ishiguro, tutto al negativo. Non si tratta di utopia, ch è un paradigma cui si tende, e che tende a eliminare la violenza sistemica. No, questo è l'ideale del capitalismo perfetto, che dona anche l'inutile, il superfluo, come possono essere figli di sesso diverso. Impedisce di advere desideri, sogni, illusioni. Il mondo di Y non libera dal bisogno, ma anticipa ciò che si potrebbe desiderare, volere, in futuro potrebbe anche eliminare l'idea della morte. E che senso avrebbe allora la vita Senza follia, senza l'altrove, senza immaginare, amare soffrire? L'asfissia morale uccide di più delle nostre cntraddizioni, che sono mostruose e opprimenti, ma che dobbiamo sempre tener presenti per migliorare, per trovare un itinerario umanistico.
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Da leggere
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Venerdì 27 Maggio 2011 01:07
inviato da
Camilla
Ho letto da qualche parte che è in considerazione la possibilità di realizzare un film su questo libro.. Ne avete conferma?
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Martedì 16 Marzo 2010 10:30
inviato da
Valentina
Dai commenti che leggo in giro, pare che sia davvero bello...provvederò!
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Sabato 13 Marzo 2010 20:22
inviato da
max0005
Sono felice che finalmente anche in Italia sia arrivato "Il Donatore". Lo lessi per la prima volta qualche anno fa, in terza media... Nella versione originale "The Giver" mi aveva colpito moltissimo. Certo, all'epoca non avevo collegato la storia con vari temi più delicati come l'infanticidio, l'eutanasia, le emozioni ed il condizionamento psicologico, ma avevo apprezzato moltissimo l'aspetto più superficiale della storia, considerandolo un qualsiasi libro fantasy/sci-fi. Beh, rileggendolo più volte a mesi di intervallo mi sono sempre stupito di come ogni volta il libro acquisisse nuovi significati e mi desse sempre nuovi spunti di riflessione... una lettura che consiglio assolutamente!
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